Pordenone 2027
Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, si trova al centro dell’ampia area pianeggiante compresa fra la Livenza e il Tagliamento, fra le Prealpi Carniche e il mare. Anticamente chiamata “Portus Naonis”: le origini romane della città trovarono conferma nelle scoperte avvenute nel ventesimo secolo. Il conte Giuseppe di Ragogna, aristocratico possidente del castello di Torre, rinvenne, a seguito di una campagna di scavi (1940-1948, 1950-1952), i resti di una villa romana, adibita anche a sito di lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli e merci.
La città dipinta: così è chiamata oggi Pordenone, per i tanti palazzi affrescati che si possono ammirare lungo il corso che attraversa il centro storico. Dinamismo e creatività sono evidenti nella produzione artistica, musicale e letteraria e in tanti eventi di respiro internazionale che l’hanno resa una realtà culturale ricca e originale. La città ha dato i natali al pittore del Rinascimento Giovanni Antonio de Sacchis, meglio conosciuto appunto come “il Pordenone”, i cui capolavori sono visibili nel Duomo di San Marco e nel Museo civico d’Arte. A pochi passi dal centro, invece, il fiume Noncello offre uno scenario naturale suggestivo.
Pordenone ha partecipato alla selezione per la Capitale italiana della Cultura 2027, con il dossier “Pordenone 2027. Città che sorprende” con il quale si vuole dimostrare come “dietro lo sguardo operoso di città industriale, Pordenone possa sorprendere. Sotto la superficie nasconde uno spirito ribelle fatto di arte, musica e libri, con cui si candida a diventare capitale della cultura, a rivelarsi ed esplorare una nuova idea di città, più bella, sostenibile e inclusiva”, si legge nel progetto di candidatura.
La Giuria nominata per la selezione della città Capitale italiana della cultura per il 2027 ha raccomandato al Ministro Pordenone con queste motivazioni:
“Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale innovativo e inclusivo, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. L’approccio strategico mira a rafforzare l’identità del territorio attraverso progetti che intrecciano patrimonio storico, arti visive, cinema e partecipazione attiva della comunità. Particolarmente apprezzata è la capacità di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creatività. Il progetto si distingue per la volontà di rendere la cultura un motore di sviluppo sostenibile, con un programma articolato lungo l’intero anno, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. La strategia di investimento è solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema museale, universitario e realtà associative, che garantisce una rete solida e partecipativa. La particolare attenzione rivolta ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo, conferma la visione dinamica e inclusiva del progetto“.
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